Prima puntata – Insegnare a una classe di studenti di college americani NON è come insegnare a una classe di studenti italiani. Abbiamo avuto modo di esaminare alcuni docenti nostri connazionali da inserire nell’organico di Galactus per l’organizzazione di corsi di  Italiano per Stranieri a Milano. Docenti che hanno frequentato per anni corsi di specializzazione e master universitari in glottodidattica e che abbiamo visto perdersi e frustrarsi di fronte a una classe di allievi under-graduate USA. E non ci riferiamo solo alla metodologia, ma anche, e soprattutto, alla comunicazione verbale e non verbale. Insegnanti e allievi hanno dimostrato significativi problemi di relazione la prima settimana di corso, soprattutto nei corsi di Italiano in Azienda.

Prima di tutto, lo studente americano ha alte e precise aspettative, dobbiamo coccolarlo e trattarlo come se fosse un “cliente”. Alcuni atteggiamenti di supponenza tipicamente italiani possono creare tensione in classe. Abbiamo pensato, quindi, di condividere alcune osservazioni pratiche che abbiamo raccolto durante la docenza dei nostri corsi di Italiano per Stranieri, sperando che questi suggerimenti possano tornare utili ai futuri docenti di studenti americani in Italia o negli USA.

Lo studente americano:

  1. non accetta alcun tipo di valutazione o commento sulla sua performance in pubblico. Non sia mai dire il suo voto davanti a tutti, fare commenti sulla sua prestazione o consegnargli compiti ed esami con la correzione o il voto in bella vista. Scordiamoci la frase “Silvia! 4 (F negli USA)! Potevi studiare di più, però!”;
  2. in linea di massima, non sopporta la lezione frontale e il docente seduto in cattedra, sia in senso metaforico, sia in senso fisico. Scordatevi di sedervi e leggere il libro per un’ora. È raccomandato stare in piedi, creare Power Point e girare fra loro. Lo studente americano si aspetta di prendere parte attiva a tutta la lezione, con sue presentazioni, discussioni, gruppi di lavoro. La sua opinione deve sempre essere valorizzata, anche se considerata scorretta. Mai correggerlo direttamente, “scendiamo dalla cattedra”;
  3. vuole ricevere un programma giornaliero estremamente dettagliato (il syllabus), che deve essere assolutamente rispettato. Questo, per lui, è un vero e proprio contratto. Non si può e non si deve deviare dal programma, a meno che gli studenti non siano tutti d’accordo. La lezione deve iniziare con il richiamo al programma del giorno e deve concludersi con un riassuntivo “oggi avete imparato questo e questo”;
  4. vuole avere un contatto diretto con il professore che deve essere “accessibile” e “disponibile”. Scrive e-mail a tutte le ore e si aspetta una risposta in tempi brevi. Vuole potere parlare con il proprio docente nelle ore di ricevimento e pretende puntualità. Impensabile per gli insegnanti in Italia!
  5. scrive una valutazione ufficiale dei docenti, che è sempre presa in considerazione dalla scuola o college. Scrive commenti, critiche ma anche molti suggerimenti utili. Sono chiamati a rispondere a domande tipo: “il tuo docente è riuscito a tenere vivo l’interesse per la materia?” “Il tuo insegnante ha fatto tutto il possibile per farti recuperare?”. Un docente italiano lo accetterebbe?

6.  non ama essere chiamato e indicato con il dito indice. Tipico gesto dei docenti italiani: “tu, sì tu, là dietro… Rispondi!” Con indice rigorosamente puntato come una minaccia. Non sia mai!

Con questo concludiamo la prima puntata della nostra guida per docenti italiani alle prese con un’utenza a stelle e strisce e vi diamo appuntamento alla seconda puntata che sarà nel nostro GloB fra qualche giorno. Alla prossima.