I bambini siriani scappati dalla guerra e rifugiati in Turchia, a poca distanza dal confine, diventano reporter del loro vivere e sentire. Silvia Francalanza ha incontrato Charley Fazio, affermato fotografo siciliano, che le ha raccontato del suo lavoro e delle ultime missioni umanitarie al confine siriano.

Grazie a fixer locali, interpreti e mediatori volontari di lingua araba, Charley è riuscito a entrare in contatto con i piccoli sopravvissuti, rifugiati nella città turca di Kilis. Charley ha incontrato decine di bambini. Dice di avere trovato “inaspettatamente nei loro occhi la bellezza, spolverata della loro innocenza e del dolore subito.” Non riusciva a smettere di fotografarli quei piccoli volti. Tutti avevano qualcosa da dire. Ma non era necessaria solo una traduzione linguistica, le loro parole erano chiare all’interprete. Il loro linguaggio aveva bisogno di altro per farsi “sentire”. Bisognava riuscire a vedere quello che loro vedevano e a sentire quello che loro sentivano. Solo così si poteva tradurre e interpretare il linguaggio emotivo di queste piccole vittime della scelleratezza umana. Questi bambini sono costretti a vivere in un ambiente di desolazione e tristezza.

Charley gli ha messo in mano lo strumento con cui si sente più a proprio agio: una fotocamera camuffata da giocattolo. Lui stesso l’ha definita un po’ “plasticosa”. All’inizio i bambini hanno reagito con diffidenza e sorpresa: quale strana magia poteva far sì che da un clic si potesse generare un piccolo foglio sbiadito dove l’immagine si andava man mano formando, diventando sempre più nitida? Un gran successo. Tutti volevano giocare a quel gioco. Con l’aiuto dell’interprete ha chiesto ai piccoli reporter siriani di fotografare quello che per loro rappresentava la “bellezza”. Qualunque essa fosse. Una “bellezza ritrovata” che solo gli occhi di un bambino potevano individuare in una tale desolazione.

E così scopriamo che per questi piccoli la cosa più bella è un cespuglio verde che spunta tra gli alti muri di cemento o il pane della mamma che lievita, mentre sullo sfondo si sentono ancora i colpi di mortaio. Un’istantanea di pochi centimetri, unica ed irripetibile, che con tutti i suoi difetti coglie pensieri e emozioni, desideri e perdite meglio di una qualunque traduzione.

Gli scatti dei bambini di Kilis saranno esposti in una mostra itinerante in giro per l’Italia, assieme al racconto fotografico di Charley Fazio. Dopo Carpi è la volta di Milano e poi di altre città italiane. Dal 2 all’8 giugno 2018 è possibile visitare la mostra “La bellezza ritrovata” presso i locali dell’Ex Fornace, Via Alzaia Naviglio Pavese, 16.

Le immagini potranno essere anche acquistate e il ricavato andrà a sostegno dei bambini di Kilis per la realizzazione dei progetti dell’associazione Joy for Children

Foto di Charley Fazio