Sembra incredibile. L’incubo di una madre italiana nasce da un errore di traduzione e da un presunto eccesso di potere del famoso Jugendamt. Si tratta dell’ente tedesco per la tutela dei minori, le cui attività sono state più volte oggetto di petizioni in sede di Parlamento Europeo.  

Genitori italiani in Germania: attenzione!

Lo Jugendamt è accusato da alcuni paesi dell’UE di considerare i bambini nati in Germania come una vera e propria “proprietà dello Stato”, arrivando a scavalcare i diritti dei genitori. Persino l’Ambasciata Italiana avverte i nostri connazionali che intendono sposarsi e trasferirsi in questo paese che lo Jugendamt agisce con poteri molto più estesi di quelli delle autorità di altri paesi, potendosi sostituire alla potestà genitoriale.

Traduzione errata e i bambini tornano in Germania

Ma c’è un altro aspetto da considerare in questa storia ed è correlato al ruolo del traduttore.  Marinella Colombo, uno dei tanti genitori italiani che sta ancora combattendo contro lo Jugendamt per vedere riconosciuti i propri diritti, si separa nel 2006 dal coniuge tedesco con il quale viveva in Germania. I 2 figli vengono affidati a lei. Tutto bene. Finché, per lavoro, decide di tornare in Italia e qui avviene qualcosa di inaspettato. Marinella è a Milano con i figli quando il tribunale riceve un decreto in lingua tedesca con allegata la traduzione giurata in lingua italiana. Il giudice non può fare altro che disporre l’immediato rimpatrio dei bambini in Germania.

Quella parola nel documento tedesco non c’era: errore umano?

La traduzione italiana del decreto tedesco recitava: i bambini sono “attualmente affidati al padre”. Già, peccato che quel decreto riportasse la traduzione in Italiano di un termine che nell’originale tedesco era inesistente. La parola “affido”, in Tedesco “Sorgerecht”, nell’originale non era stata scritta, eppure, questo termine è stato inserito nella traduzione italiana. Marinella Colombo sporge denuncia. La Procura della Repubblica di Milano svolge le sue indagini. Il Pubblico Ministero italiano spiega che la frase tedesca in questione è stata tradotta erroneamente con “affidamento esclusivo al padre”. Invece, come risulta da una successiva traduzione eseguita da un traduttore giurato italiano, la frase significa “in diritto di determinare la residenza del minore”.

Dopo un anno, emerge la fondatezza della doglianza della persona offesa. In altre parole, il Tribunale dà ragione a Marinella: la traduzione è sbagliata, come spiega lei stessa nella puntata di “Chi l’ha visto del luglio scorso (dal minuto 39 del filmato) dove, durante l’intervista, mostra al giornalista i documenti originali.

Sospetti sulla traduzione giurata. La Procura di Milano indaga

Com’è possibile che una traduzione contenga un termine inesistente nell’originale? La domanda è legittima. Il PM di Milano ritiene che il traduttore conoscesse perfettamente il testo e la lingua tedesca… Quindi? Nel frattempo, sulla base di questa traduzione il Tribunale di Milano dispone l’immediato rientro in “patria” dei due bambini. I ragazzi tornano in Germania e Marinella sconta il carcere per “sottrazione internazionale di minore” . In più, in evidente contrasto con tutte le convenzioni internazionali sui diritti del bambino, le viene impedito di vederli.

Il caso di Marinella non è l’unico, purtroppo. Le denunce di traduzioni errate provenienti dalla Germania e spesso riguardanti l’operato dello Jugendamt aumentano e insospettiscono le nostre autorità. Intanto, la Procura di Milano prosegue le sue indagini con il supporto dei Periti Traduttori del Tribunale (CTU) della cui preziosa e qualificata collaborazione si avvale anche Galactus Traduzioni per garantire ai propri clienti traduzioni affidabili e professionali.

Facciamo i nostri migliori auguri a Marinella e a tutti i genitori che si trovano in situazioni simili.